Ricostruzione calzature “a stivaletto”

Introduzione

Riguardo l’abbigliamento celtico in generale non abbiamo molte informazioni, per lo più legate a descrizioni sommarie degli autori classici latini o greci sovente poco precise e particolareggiate, ma incrociando alcuni dati sono sufficienti talvolta per tentare delle vere ricostruzioni vicine alle realtà storiche passate.

Dal punto di vista dei ritrovamenti archeologici la situazione non si discosta di molto, in quanto ovviamente trattandosi di indumenti realizzati in materiali deperibili come tessuti o pelle, pochi sono i casi nei quali alcuni reperti sono giunti fino a noi.

In alcuni episodi però i materiali rinvenuti sono in uno stato tale da poter essere studiati e proporre alcune ricostruzioni, come nel caso delle calzature.

Alcuni reperti di calzature ritrovate in Austria.

La Ricostruzione

Anche se distanti dal nostro periodo di riferimento come Gruppo di Ricostruzione Storica (tra III e II secolo a.C.), abbiamo intrapreso lo studio per la realizzazione di calzature “a stivaletto”, partendo da manufatti e da iconografie che si rifanno a periodi precedenti, ma che ci hanno aiutato ad elaborare una ricostruzione sufficientemente attendibile.  L’opinione più comune tra gli studiosi è che non è possibile determinare con certezza lo stile piuttosto che la fattura di un manufatto come una calzatura usato da un determinato popolo, dal punto di vista del periodo storico o locazione geografica, in quanto i reperti sono pochi e localizzati in aree anche lontane tra loro; tuttavia i reperti rinvenuti “ci raccontano” in che periodo venivano utilizzati, che tipo di uso se ne potesse fare in base alla forma e al deperimento di alcune parti, ma soprattutto alle tecniche di realizzazione (taglio del modello in pelle e utilizzo di filati di ogni tipo per le eventuali cuciture).

Come per gli abiti anche per le calzature, esiste quindi un approccio di ricostruzione che è proprio legato al fatto che si tratta di oggetti che non cambiano molto in un arco di tempo ampio, almeno rimanendo al periodo storico dell’evo antico e a quelle tribù celtiche localizzate nell’arco alpino.

Le fonti d’ispirazione per il lavoro di ricostruzione effettuato vanno dagli oggetti metallici come le fibule “a scarpa”, a oggetti in terracotta come i vasi “a stivaletto”, per giungere sino alle immagini iconografiche presenti su rilievi e decorazioni:

Fibula "a scarpa" - Bronzo, V sec. a.C. circa - Austria

Vasi stivaletto - Terracotta, V sec. a.C. circa - Austria

Vaso a stivaletto - Terracotta, IV sec. a.C. circa - Boemia

Raffigurazione di guerriero a sbalzo - Lamina di bronzo

Pendagli - Bronzo, IV sec. a.C. circa - Boemia

Decorazione fodero di spada - Lamina di Bronzo, V sec. a.C. circa - Hallstatt

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le problematiche legate alla ricostruzione di un manufatto come le calzature prendendo spunto da oggetti di diverso materiale e nati come semplici rappresentazioni, sono molteplici e certamente nella loro realizzazione si è tenuto conto di un certo margine di modifica, in quanto concretamente non si sarebbe potuto avere l’oggetto finito.

Ricostruzione finita dei calzari "a stivaletto"

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Ricostruzioni storiche e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...