L’armatura “organica”

Una “protezione” del guerriero gallico di medio rango.

“I Celti delle fila retrostanti (Boii e Insubri), furono invero ben protetti dalle loro brache e dai loro saii” (Polibio – Storie, II, 30, 1)

“Avendoli fatti sedere al cospetto dell’assemblea, gli mise davanti armature galliche complete, delle quali sono soliti armarsi i loro re quando si apprestano a combattere in duello…” (Polibio – Storie, III, 62, 5)

Queste descrizioni ci lasciano un indizio per ipotizzare che esistessero ai tempi dei celti, una sorta di protezioni in materiale deperibile, meno famose delle “loriche galliche” chiamate più comunemente cotte di maglia ad anelli.

La classe di materiali che ci consente di osservare le caratteristiche di un guerriero celtico, sono in primo luogo sono le armi. La qualità e la struttura di questi manufatti è molto avanzata ed è difficile sostenere che questi guerrieri non avessero concepito delle corazze per proteggersi dai colpi degli avversari. Ma come potevano essere?

Statua di Glauberg.

Particolare del fodero di Hallstatt

Le raffigurazioni e i ritrovamenti presenti nel contesto Lateniano coprono un arco cronologico che va dal V al III secolo a.C.: la statua di Glauberg, il busto di Roquepertuse, il fodero di Hallstatt, il busto di Glanum, la brocca della sepoltura di Gorge-Meillet, la teglia in bronzo da Filottrano per citarne alcune.

Esse ci descrivono dei “corpetti” in materiale deperibile (cuoio e pelle o altro) indossati a paramento del torace, delle spalle, della nuca e dei fianchi.

Statua di Roquepertuse.

Particolare di una ceramica Greca.

Queste “armature” sono costituite da più parti assemblate insieme, analogamente come le raffigurazioni delle “lino thorax” che sono presenti sui vasi greci ed etruschi, perciò possiamo ipotizzare che fossero resistenti ma nel contempo sufficientemente leggere per non limitare troppo i movimenti.

Differente il caso delle cotte di maglia ad anelli di metallo, dove siamo di fronte a protezioni importanti dal punto di vista bellico, quanto nel peso che il guerriero doveva sopportare (12-18 kg), quanto nel costo poichè era sicuramente un oggetto a pannaggio dei più ricchi.

Particolare della brocca della sepoltura di Gorge-Meillet.

Poichè l’utilizzo della cotta di maglia sottintende necessariamente l’uso di un sotto-cotta che aiutasse a distribuire ed attutire l’impatto dei colpi, presso i Romani che la usavano per lo stesso motivo in lana infeltrita, possiamo pensare che questo tipo di abbigliamento bellico non doveva essere estraneo ai Galli e realizzato in materiale organico come cuoio, pelle o feltro, simile ai coactilia romani.

Come punto di partenza quindi è stata utilizzata, per questa ricostruzione, l’immagine dei guerrieri della teglia da Filottrano anche perchè ricca di particolari interessanti dal punto di vista stilistico.

Particolari dei guerrieri della teglia di Filottrano (AN).

Ricostruzione della corazza di cuoio (strato di cuoio su strato di feltro) – visione stesa.

Fronte e retro della corazza di cuoio indossata.

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