Studio sulla sospensione delle spade laténiane (TERZA PARTE)

Con tutti i modelli descritti in precedenza, sfoderare resta un esercizio pericoloso. In effetti si riesce difficilmente ad afferrare correttamente l’impugnatura per tirare la spada nel senso corretto. L’impugnatura è molto stretta contro il fianco. Per prendere correttamente l’impugnatura, due soluzioni sono state previste: indirizzare la mano o farla scivolare lungo il fodero fino a che si trova l’impugnatura. Nel quadro di una battaglia, deviare lo sguardo dall’azione può risultare pericoloso. In seguito per potere fare uscire la spada, è necessario imprimere sull’impugnatura una spinta verso la parte anteriore per inclinare il fodero. La ripetizione di questo movimento però crea progressivamente una crepa nella lamiera appena all’entrata della fodero all’altezza del bordo.

I risultati quì sopra mettono in evidenza i numerosi inconvenienti del portare la spada in modo verticale. Questo intralcio non permette il dinamismo che sembra essere la scelta tattica dei guerrieri galli, come ha già sottolineato in numerose occasioni A. Rapin, e come abbiamo potuto confermarlo, in modo più generale, in altri tentativi d’attuazione dell’armamento.

D’altra parte, anche se l’armamento può subire cambiamenti rapidi, nulla permette di affermare che soltanto i metodi di combattimento subiscono gli stessi cambiamenti radicali.

Al contrario, sembrerebbe che questo dinamismo sia la tattica propria dei guerrieri galli nel corso della loro storia militare, come ne testimoniano diversi autori antichi come Polibio (3) e Tito Livio per la fanteria, o Giulio Cesare quando cita la cavalleria.

Inoltre, il sistema di cuoio, impiegato prima del III secolo a.C. e che riappare alla fine di quest’ultimo, che mantiene la spada verticalmente, permette ancora meno un tale dinamismo per la fanteria, sempre che fosse fornita di spada (4).

Fig.8 - Fissaggio degli anelli sui ponti, messa in atto delle cinghie al fianco. Il fodero D è la ricostruzione del modello di Bézange, l'originale è esposto al museo Lorrain di Nancy

Una ricerca sui sistemi di sospensione delle tombe di guerrieri della necropoli di Chaillon (Meuse) propone una sospensione che inclina il fodero:

  • la semplice osservazione del puntale dei foderi in Hallstatt C segnala che quest’ultimi sono pericolosi per la gamba del guerriero se il fodero è fissato in modo verticale (fig. 9);
  • le singolarità morfologiche dei ponti e degli anelli di sospensione della necropoli di Chaillon inducono una ricostruzione del sistema che mette l’arma inclinata;
  • rari documenti iconografici mostrano foderi portati in modo inclinato (fig. 10).

Fig.10 - Il fodero di spada di Hallstatt. Il secondo guerriero alla base a destra porta una spada quasi orizzontale (seconda metà del V secolo a.C. - secondo Kruta 2001, p. 71).

Sistemare il fodero in modo obliquo è una proposta che è lungi dall’essere innoquo poiché ne deriva, come vedremo successivamente, tutta la problematica della tecnologia dei foderi di spada (5). Per verificare l’ipotesi di pendenza sui sistemi di sospensione laténiani, i nuovi assemblaggi con i sistemi ricostruiti che sono stati concepiti, vengono provati secondo il protocollo realizzato precedentemente. Gli anelli sono legati sul ponte, come già illustrato, ma occorre mantenerli in una posizione che permette la pendenza del fodero per tensione delle cinghie di cuoio o delle catene (fig. 11).

Fig. 11 - Le frecce orizzontali rappresentano il senso della tensione del lato lungo che passa nella parte posteriore. Le frecce verticali mostrare il senso nel quale devono essere messi, e mantenuti gli anelli.

Con i sistemi che fanno intervenire cuoio ed anelli, il mantenimento del fodero in modo inclinato è garantito; tuttavia, l’elasticità causa il basculamento dell’arma dall’alto in basso, che comporta un’usura delle legature.(fig. 12, A).

Il contributo delle catene a sbarre propone una prima soluzione per una sospensione più solida e più rigida del cuoio solamente. Il principio proposto da A. Rapin (fig. 1) è allora la sola possibilità di fissaggio della catena. La legatura anelli cavi/ponte passa nel piccolo anello, collegato all’anello cavo del lato lungo, per mettere fuori asse la catena rispetto al ponte, e permettere così la pendenza del fodero grazie alla tensione del lato lungo al momento di portare l’arma al fianco (fig. 12, B).

Fig.12

 

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