Studio sulla sospensione delle spade laténiane (SECONDA PARTE)

Resoconto delle prove

Descrizione degli elementi di sospensione metallici ricostruiti: per comprendere l’efficacia di un sistema di sospensione rispetto ad un altro, stati ricostruiti molti modelli, come pure i loro foderi e le spade corrispondenti:

  • un sistema costituito da due anelli cavi (sistema n° 1)
  • un sistema a catena di sospensione che fa interaggire due anelli cavi ed una catena a sbarre di ferro (sistema n° 2)
  • un sistema a catena di sospensione a collegamenti ritorti brevi in ferro (sistema n° 3).

Non disponendo d’informazioni precise sulle parti deteriorabili della cinghia, è stata utilizzata come base la ricostruzione del sistema di sospensione di Chaillon e i lavori di A. Rapin (1999-2000).

Il sistema n° 1: gli anelli cavi utilizzati qui misurano 4 cm di diametro e sono in lamiera di ferro di uno spessore di circa 5/10 di mm. Ho scelto di associare la ricostruzione del fodero di Bézange-la-Grande (Meurthe-et-Moselle) (2). Quest’ultimo corrisponde ai foderi che possono essere associati agli anelli cavi, in particolare i modelli Hadvan-Boldog (Rapin 2000). Gli elementi deteriorabili sono montati nel sistema che segue l’ipotesi di A. Rapin (fig. 3).

Il sistema n° 2: la cinghia della catena fa parte dei primi modelli messi a punto dai fabbri gallici. La ricostruzione ha per base gli elementi di cinghie trovati nella sepoltura n° 3 di Ecury-le-Repos “Crayon” (Marna) e la sepoltura isolata di Morains, “le terre rosse” (Marna) (Brunaux, Lambot 1987, 156-157, fig. 20-21). Si tratta di tre sbarre di ferro collegate tra esse da anelli di ferro per la parte lunga e di due sbarre di ferro, di cui un gancio funge da chiusura, collegato da anelli di ferro, nella parte corta. Due anelli cavi in bronzo sono aggiunti ad ogni parte e vengono a fissarsi sul ponte tramite una legatura solida (Rapin 1991). La parte corta della catena, che comprende l’uncino di chiusura ed un anello cavo, misura 35 cm. La parte lunga invece, funge anche da prolungamento alla cinghia di cuoio, e comprendendo il secondo anello cavo, misura fino 50 cm (fig. 4).

Il sistema n° 3: questo tipo di catena è utilizzato durante gran parte del III secolo a.C. La sua fabbricazione ha richiesto circa tre metri di sbarre di ferro di un diametro di circa 6 mm. La parte corta della catena funge da prolungamento della cinghia di cuoio e misura 13 cm. La parte lunga che comprende il gancio invece misura 48 cm (fig. 5).

Messa in atto dei sistemi:

Il sistema n° 1: la messa in atto degli anelli cavi richiede l’intervento di una legatura al fine di renderli interdipendenti dal ponte, e da una cinghia principale sulla quale vengono ad inserirsi due cinghie che collegano ogni anello cavo alla cintura (fig. 6 e 8, A e D).

Il sistema n° 2: la messa in atto del sistema n° 2 riprende la rappresentazione grafica fatta da A. Rapin, che propone gli anelli cavi resi interdipendenti in ogni parte della catena e la cinghia di cuoio cucita all’estremità della parte lunga. La parte lunga della catena passa posteriormente, la cinghia riparte nel senso opposto per fare il giro dei fianchi, passa nell’anello a cui è cucita, quindi si fissa all’uncino della parte corta frontalmente (fig. 7,.1 e 8, B, E, G ed H).

Il sistema n° 3: la messa in atto del sistema n° 3 riprende anche le diverse rappresentazioni grafiche effettuate da A. Rapin. Questa volta, una cinghia di cuoio è unita al lato corto della catena. Questa cinghia di cuoio fa il giro dei fianchi, ripassa nel suo anello di partenza quindi viene a fissarsi sull’uncino della parte lunga della catena (fig. 7, 2 e 8, C, F, I e J).

Sperimentazioni: per le necessità della sperimentazione, quattro movimenti sono stati effettuati come prova dei vari sistemi di sospensione: corsa, passo slanciato, il salto di un ostacolo e l’estrazione della spada. Il sistema n° 3 è stato provato da due uomini di taglia diversa.

L’esperienza ha mostrato che rispetto a tutti i sistemi, la sospensione verticale, lungo la gamba, ostacola tutti i movimenti effettuati. Tutti i sistemi di cuoio si comportano nello stesso modo: il basculamento avanti e indietro è importante perchè quello laterale impedisce una corsa regolare e rischia in qualsiasi momento di fare cadere il guerriero. La solidità degli anelli cavi è soddisfacente; resistono perfettamente alla trazione laterale esercitata dalla legatura e alla tensione delle cinghie.

Le catene non eliminano in modo soddisfacente le oscillazioni del fodero, benché la catena a collegamenti brevi ritorti sia più efficace che il vecchio sistema a sbarre di ferro. Il basculamento è poco importante, ma la corsa causa il rimbalzo del fodero contro la coscia. Man mano, le oscillazioni diventano più importanti e il puntale del fodero finisce per toccare il polpaccio.

Nel comportamento meccanico delle catene, nessuna differenza è constatata con un gancio di fissaggio che termina nel lato lungo (catena a collegamento ritorto) o termina nel lato corto (catena a sbarre). Una volta vuoto, il fodero improvvisa delle deformazione causate dal rimbalzo descritte sopra e la spada non può più infoderarsi correttamente.

Si è constatato che la lamina della placca inversa subiva una deformazione leggera al livello del fissaggio del ponte. Inoltre, la legatura della catena, o degli anelli dei sistemi di cuoio, comporta una depressione molto leggera della lamiera. I passi lunghi non possono essere effettuati correttamente; il fodero che si trova contro la coscia non permette affatto spostamenti laterali efficaci. L’ostacolo da superare era una fune tesa tra due pali a metà coscia. Superarlo costringe a prendere il fodero in mano per sollevarlo. È necessario rifare la legatura anelli/ponte o catena/ponte dopo ogni utilizzo almeno di un’ora.

La taglia del guerriero è importante nel disturbo che comporta il fodero. Infatti, il sistema n° 3, catene a collegamenti ritorti breve/fodero (che misura circa 70 cm), sono state provate da due persone di morfologia diversa. Una misura circa 1,85 m, con gambe lunghe, l’altra misura circa 1,70 m con gambe più corte. Il contatto con il fodero arrivava nel primo caso al ginocchio, e sotto alle ginocchia nel secondo. Il primo ha avuto meno difficoltà a muoversi per il disagio del fodero (inerente al rimbalzo sulla coscia) che è stato meno importante che per il secondo guerriero, il quale invece risulta più impacciato.

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