La tessitura nel mondo antico

introduzione

La tessitura è un arte antichissima, evolutasi contemporaneamente alle esigenze di vita dell’umanità e praticata in tutto il mondo, non possiamo dare un preciso inizio cronologico ma sappiamo che l’uomo ha iniziato ad intrecciare fibre vegetali (erbe palustri e graminacee) con il solo uso delle mani per farne cordami già dal Paleolitico Superiore, sviluppando poi tecniche per farne ceste e reti da pesca.

I materiali utilizzati non erano molti, nel Neolitico si utilizzava soprattutto il lino ma anche fibre ricavate dal libro degli alberi (parte della corteccia) quali la quercia, il tiglio e il salice e le graminacee.

Inizialmente in Europa le popolazioni, essendo nomadi, utilizzavano sistemi di tessitura facilmente trasportabili legando i fili di ordito ad un albero e tenendoli in tensione grazie al corpo del tessitore stesso (fig.1).

Fig.1

Quando le popolazioni sono diventate stanziali hanno iniziato ad utilizzare telai più grandi sia orizzontali che verticali ed anche i materiali sono cambiati, la lana diventa elemento portante per la tessitura grazie all’allevamento e all’agricoltura.

Il telaio orizzontale probabilmente è il telaio più antico, abbiamo testimonianze del suo uso presso gli Egizi nel periodo Predinastico (fig.2).

Fig.2

L’ordito era legato alle due estremità a dei pali e fermato a terra con alcuni pioli, altri due pali dividevano in fili pari da quelli dispari per permettere il passaggio della trama.

 

 

 

Il telaio verticale

È una modifica del telaio orizzontale che viene sollevato, il tessitore è seduto e il tessuto si forma nella parte bassa (fig.3).

Fig.3

Il telaio verticale a pesi

In Italia le prime informazioni sul telaio a pesi ci vengono dalle incisioni rupestri in Valcamonica (BS), precisamente dalla Roccia Grande di Naquane risalente all’ Età del bronzo (fig.4).

Fig.4

Purtroppo essendo strutture in legno non abbiamo reperti a parte i pesi, quindi tutti gli studi sulla struttura del telaio vengono fatti attraverso fonti iconografiche.

Troviamo altre rappresentazioni sul Tintinnabulo della Tomba degli Ori di Bologna (600 a.C. – fig.5) e sul trono ligneo della necropoli di Verucchio di origine Villanoviana (fig.6)

 

Fig.5
Fig.6

 

 

 

 

 

 

 

 

Da queste immagini possiamo dedurre che il telaio era composto da una struttura prevalentemente rettangolare e stabile sulla quale si fissano i fili di ordito verticali e paralleli legati all’estremità inferiore a dei pesi che ne determinavano la tensione. In mezzo era fissato un asse che permette di dividere alternativamente i singoli fili di ordito per permettere il passaggio della trama aiutandosi con una navetta.

Fig.7

La struttura doveva essere inclinata per permettere la naturale divisione dei fili grazie alla forza di gravità (fig.7).

In molti casi possiamo dedurre la grandezza del telaio dal numero di pesi trovati. I pesi potevano avere varie forme, i più comuni hanno una forma troncopiramidale, forati in mezzo (es. fig.8).

 

 

Fig.8

I materiali vanno dall’argilla alla pietra e il peso dipendeva dal tipo di filato che si utilizzava. Non è accertato come la lana venisse legata ai pesi, se direttamente attraverso il foro oppure mediante un elemento di congiunzione.

Altre fonti iconografiche sono rintracciabili in tutta Europa soprattutto sul vasellame.

Vaso della tomba 27 della necropoli di Sopron-Varhely in Ungheria VII sec a.C. (Naturhistorisches Musem Wien) e particolare.
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